Categoria: ansia e panico

Ansia e Panico Post Covid

Ansia e Panico Post Covid

Per chi soffre di ansia o attacchi di panico, il restare a casa ‘forzatamente’ ha assecondato timori già presenti prima del Coronavirus.

Chi infatti aveva difficoltà ad uscire, prendere i mezzi, frequentare posti affollati, ha vissuto un tempo sospeso in cui tutto questo era sconsigliabile o ridotto ai minimi termini.

Ora che gradualmente si ricomincia a frequentare il mondo esterno, i sintomi che forse sono stati attutiti, possono tornare a galla insieme alla ripresa della routine quotidiana: affanno, tachicardia, paura di morire, se non affrontati in maniera profonda, tornano ad impedire una vita normale, privandosi anche di ciò che è mancato fino a questo momento: la condivisione e la libertà di uscire.


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Ansia e Panico da Coronavirus

Sostenere situazioni di allerta o tensione troppo a lungo diventa necessariamente stressante e quasi ‘innaturale’.

In alcuni soggetti si sviluppa poi una situazione di ipocondria, intesa come tendenza a un’eccessiva preoccupazione per il proprio stato di salute percependo ogni minimo sintomo come un segnale inequivocabile di infezione da Coronavirus. Oltre a ciò, essendo sconosciuto, invisibile e facilmente trasmissibile, può scatenare le paure più profonde rispetto al timore atavico di un qualche elemento incontrollabile che da fuori possa danneggiare noi o i nostri cari.

Non essendo identificabile come oggetto determinato, può generare uno stato di inquietudine e disagio tali da sfociare in vera e propria angoscia, ansia o panico.

La pandemia infatti ci ha messi di fronte ai nostri limiti e alla nostra limitata capacità di controllare ciò che ci circonda: poter controllare ogni cosa è una delle illusioni più grandi dei nostri tempi e forse questo è il momento di farci i conti.

Alcuni suggerimenti utili a fronteggiare i momenti di tensione:

investire del tempo su nuove attività o progetti;

riprendere quelle attività lasciate in sospeso;

mantenere una continuità, se possibile e nel rispetto delle regole suggerite, con la routine e le abitudini quotidiane;

nei casi in cui l’ansia e la paura prendono il sopravvento creando una situazione di disagio cronico, costante e persistente, contattare un professionista.


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Insonnia, Ansia e Trattamento

La Terapia Cognitiva comportamentale è particolarmente indicata per i pazienti preoccupati delle potenziali conseguenze dell’insonnia o che riferiscono la presenza di idee intrusive, ansia ed eccessivo timore di non dormire.

La paura di sonno insufficiente ad esempio, porta alla credenza errata per cui “per funzionare bene durante il giorno devo dormire almeno 8 ore, se dormo meno di 8 ore ci saranno delle serie conseguenze della mia salute e non riuscirò a fare niente”.
In questo caso è paradossalmente utile una iniziale restrizione, ossia ridurre le ore di sonno durante la notte in modo da far esperire che il giorno seguente, nonostante la sonnolenza, sarà in grado di svolgere tutte le sue attività.
Di fatto l’obiettivo è proprio quello di creare una notte di sonno insufficiente (es. 6 ore e mezza) per valutare quali sono le conseguenze diurne e ragionare su di esse.

L’obiettivo del Trattamento è quello di modificare convinzioni, atteggiamenti, aspettative e credenze errate relative al sonno, in modo da disinnescare il circolo vizioso per cui il non dormire abbastanza può essere dannoso.


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Pensieri, Panico e Libertà

Se avrò un attacco di panico non riuscirò a scappare”, “Se avrò un attacco non riuscirò ad ottenere aiuto”: questi sono i timori che sorgono quando si ha a che fare con il panico, portando alle cosiddette pratiche di evitamento: rinunciando a frequentare determinati contesti (autobus, cinema ecc.) ci si assicura di non incappare nell’attacco di panico, a discapito della propria libertà di agire.
Ecco le dinamiche più frequenti:
– sovrastimare la probabilità di avere un altro attacco
– esasperare le conseguenze negative del panico (timore di un infarto, ictus, perdita del
controllo)
– sottovalutare le proprie capacità di affrontare le situazioni
– considerare le sensazioni corporee sgradevoli, pericolose e come possibile indizio di danno imminente
Per fronteggiarlo è necessario un lavoro sul rilassamento muscolare, sulla respirazione e
ovviamente sui pensieri disfunzionali che bloccano anche le azioni più semplici: allenarsi a pensare diversamente è una delle chiavi per affrontare il problema.

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Panico e Impotenza

Il panico e l’impotenza sono due vissuti che si alimentano a vicenda, creando un circolo vizioso. L’impotenza appresa dà la sensazione di non poter raggiungere un determinato scopo ed è accompagnata da un senso di incontrollabilità: se percepisco la realtà al di fuori del mio controllo e come qualcosa su cui ho scarso potere, non avrò abbastanza fiducia nel poter gestire il panico che mi assale in determinate circostanze. Tutto questo porta ad avere difficoltà motivazionali, calo della perseveranza, tristezza e sconforto. In tal senso si dà al panico un controllo sempre maggiore sulla propria vita perchè si crede di non avere le risorse necessarie per affrontarlo (impotenza appresa, appunto).
Le cose in realtà stanno diversamente: gestire le reazioni corporee con tecniche mirate, comprendere e rielaborare le proprie emozioni (paure, convinzioni e aspettative negative), aiuterà man mano a fronteggiare l’ansia e il panico legati alle situazioni che si temono di più: l’obiettivo non è superare una specifica circostanza, ma raggiungere la sensazione di poter agire sulla realtà in modo efficace, riducendo il senso di impotenza che fino a quel momento ci dominava.


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