Categoria: psicoterapia

Separazione

Separazione

Cosa succede dopo una separazione:

Qualunque separazione di coppia, sia essa di lunga data o no, assomiglia in tutto e per tutto ad un lutto; e come ogni lutto ha delle fasi di transizione.

Negazione: ci si rifiuta di credere alla rottura della relazione.

Rabbia: caratterizzata da un risentimento verso l’ex partner, motivo per cui si cerca un confronto spesso accusatorio.

Negoziazione: è una fase delicata e se ben elaborata, si interiorizzano anche le proprie eventuali responsabilità; si tratta di una rilettura più razionale del proprio rapporto.

Depressione: è una parte necessaria in cui si è consapevoli che non si tornerà più insieme, spesso fatta di alti e bassi. In questa fase si cominciano a mettere in campo le risorse emotive e cognitive per affrontare i vissuti di tristezza e solitudine.

Accettazione: c’è una ripresa dell’umore, maggior progettualità e un cominciare a pensarsi senza quella persona; si è pronti a ricevere aiuto da coloro che fanno parte della propria cerchia di affetti.

Per quanto doloroso, l’essere lasciati può essere accompagnato da un percorso terapeutico che aiuti non solo ad affrontare la perdita, ma anche a comprendere le dinamiche della relazione passata, in modo da non ripetere quegli schemi comportamentali che non funzionano o che fanno sentire in trappola.

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Ansia e Panico Post Covid

Ansia e Panico Post Covid

Per chi soffre di ansia o attacchi di panico, il restare a casa ‘forzatamente’ ha assecondato timori già presenti prima del Coronavirus.

Chi infatti aveva difficoltà ad uscire, prendere i mezzi, frequentare posti affollati, ha vissuto un tempo sospeso in cui tutto questo era sconsigliabile o ridotto ai minimi termini.

Ora che gradualmente si ricomincia a frequentare il mondo esterno, i sintomi che forse sono stati attutiti, possono tornare a galla insieme alla ripresa della routine quotidiana: affanno, tachicardia, paura di morire, se non affrontati in maniera profonda, tornano ad impedire una vita normale, privandosi anche di ciò che è mancato fino a questo momento: la condivisione e la libertà di uscire.

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Relazioni asimmetriche

relazioni asimmetriche

All’interno della coppia, generalmente i bisogni di ciascuno dovrebbero trovare spazio; quando questo non succede, uno dei due potrebbe assumere il ruolo di ‘martire’, mettendo i bisogni dell’altro sempre al primo posto e dimenticandosi dei propri.

Questo da una parte soddisfa il bisogno di sentirsi “necessari”, dall’altra però placa la paura di essere abbandonati e di conseguenza di rimanere soli.

E’ chiaro che non tutte le forme di accudimento sono patologiche, ma solo quelle eccessive e malsane che non trovano il giusto equilibrio con le proprie esigenze.

La persona co-dipendente si può convincere di poter “salvare” il proprio partner: se la relazione termina, si torna alla ricerca di un’altra persona “bisognosa di aiuto”, spinta dall’esigenza di non rimanere sola piuttosto che dal bisogno di vivere un rapporto alla pari.

(fonte: Consultorio Antera)

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Dipendenza affettiva

dipendenza affettiva

Possiamo ritrovare frequentemente questa forma di dipendenza all’interno di una relazione di coppia.

Ciò che la caratterizza è la profonda necessità del partner e il timore opprimente di perderlo, che spesso porta ad oscillazioni dell’umore e senso di solitudine. Questi vissuti, in tempo di quarantena, sono stati probabilmente amplificati a causa della distanza imposta dal Coronavirus.

Le persone che soffrono di dipendenza affettiva possono mostrare un attaccamento di tipo “ansioso”, per cui si avverte una necessità incessante di essere amati e di costanti conferme; quando queste conferme non arrivano si vive un profondo malessere e paura dell’abbandono.

Generalmente queste persone possono essere pervase dall’angoscia o sentirsi incomplete quando non sono impegnate in una relazione e ciò può portare ad una scelta frettolosa della persona con cui stare, rimanendo in tal modo inevitabilmente delusi.

(fonte: Consultorio Antera)

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Ansia e Panico da Coronavirus

Sostenere situazioni di allerta o tensione troppo a lungo diventa necessariamente stressante e quasi ‘innaturale’.

In alcuni soggetti si sviluppa poi una situazione di ipocondria, intesa come tendenza a un’eccessiva preoccupazione per il proprio stato di salute percependo ogni minimo sintomo come un segnale inequivocabile di infezione da Coronavirus. Oltre a ciò, essendo sconosciuto, invisibile e facilmente trasmissibile, può scatenare le paure più profonde rispetto al timore atavico di un qualche elemento incontrollabile che da fuori possa danneggiare noi o i nostri cari.

Non essendo identificabile come oggetto determinato, può generare uno stato di inquietudine e disagio tali da sfociare in vera e propria angoscia, ansia o panico.

La pandemia infatti ci ha messi di fronte ai nostri limiti e alla nostra limitata capacità di controllare ciò che ci circonda: poter controllare ogni cosa è una delle illusioni più grandi dei nostri tempi e forse questo è il momento di farci i conti.

Alcuni suggerimenti utili a fronteggiare i momenti di tensione:

investire del tempo su nuove attività o progetti;

riprendere quelle attività lasciate in sospeso;

mantenere una continuità, se possibile e nel rispetto delle regole suggerite, con la routine e le abitudini quotidiane;

nei casi in cui l’ansia e la paura prendono il sopravvento creando una situazione di disagio cronico, costante e persistente, contattare un professionista.

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