Categoria: Relazioni e Affettività

Coppia e Covid: come giostrarsi in pandemia

Coppie e Covid: come giostrarsi in pandemia

La lontananza a cui ci ha costretti la pandemia da Covid ha messo alla prova molte coppie, ancora di più quelle già in crisi.

Non potersi parlare infatti, se non attraverso il telefono o in tempi limitati, logora e lascia troppo spazio a un pensare solitario; spesso ci si trova infatti ad immaginare conversazioni che non vengono affrontate, continuando a rimanere in uno stato di ambivalenza e disagio.

Cosa fare allora davanti all’impossibilità di un dialogo di persona:

  • non lasciarsi andare al rimuginio, la cosa più difficile… il pensare ossessivamente a ciò che non va non porterà alla soluzione;
  • cercare un confronto con altre modalità, la tecnologia ci sta aiutando in questo, soprattutto nell’ultimo periodo;
  • non lasciare andare i non detti; non dire le cose (per orgoglio o per non sembrare tediosi) servirà soltanto a rimuginarci sopra in attesa del prossimo contatto, col rischio di arrivare esasperati.

Se la lontananza forzata di questo periodo crea disagio, può essere utile avvalersi di un percorso (di coppia o individuale) che aiuti a comunicare i propri vissuti, cosa complessa in tempi normali, ma ancor di più in un momento storico come questo.

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Relazioni sbagliate

relazioni sbagliate

Relazioni sbagliate

Trovarsi in una relazione non appagante, soprattutto in un periodo di frequentazione limitata come questo, può portare a un malessere su cui però vale la pena porre attenzione.

Ricordiamoci che una dipendenza potrebbe essere anche “positiva” se all’interno di una relazione serena e ricambiata, ma nel caso di un rapporto non reciproco e frustrante, la dipendenza che ne deriva può diventare tossica;
si annidano pertanto vissuti di tristezza e svalutazione di sé, paura di essere abbandonati, trascuratezza di tutti gli altri ambiti della propria vita (amici, progetti, ecc.): questi sono solo alcuni esempi di una relazione che non rende felici.

Un percorso terapeutico aiuta a capire perché si rimanga all’interno di un rapporto invischiato e soprattutto a lavorare sulla propria autostima che se carente, è spesso correlata al mantenere relazioni disfunzionali.

Lo scopo non è agire sul partner, ma comprendere le risorse che ognuno ha ed il proprio valore.

Parlarne a casa o con amici fidati è sicuramente un aiuto prezioso, ma non sufficiente.

Se si ha necessità di uscire da un contesto sofferente come una relazione complessa o un’ansia bloccante, il percorso terapeutico permette di raggiungere una consapevolezza a volte inaspettata, prendere decisioni rimaste ‘in cantiere’, rimodulare i propri comportamenti di fronte a situazioni difficili da gestire e soprattutto capire meglio come prendersi cura di sé.

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Separazione

Separazione

Cosa succede dopo una separazione:

Qualunque separazione di coppia, sia essa di lunga data o no, assomiglia in tutto e per tutto ad un lutto; e come ogni lutto ha delle fasi di transizione.

Negazione: ci si rifiuta di credere alla rottura della relazione.

Rabbia: caratterizzata da un risentimento verso l’ex partner, motivo per cui si cerca un confronto spesso accusatorio.

Negoziazione: è una fase delicata e se ben elaborata, si interiorizzano anche le proprie eventuali responsabilità; si tratta di una rilettura più razionale del proprio rapporto.

Depressione: è una parte necessaria in cui si è consapevoli che non si tornerà più insieme, spesso fatta di alti e bassi. In questa fase si cominciano a mettere in campo le risorse emotive e cognitive per affrontare i vissuti di tristezza e solitudine.

Accettazione: c’è una ripresa dell’umore, maggior progettualità e un cominciare a pensarsi senza quella persona; si è pronti a ricevere aiuto da coloro che fanno parte della propria cerchia di affetti.

Per quanto doloroso, l’essere lasciati può essere accompagnato da un percorso terapeutico che aiuti non solo ad affrontare la perdita, ma anche a comprendere le dinamiche della relazione passata, in modo da non ripetere quegli schemi comportamentali che non funzionano o che fanno sentire in trappola.

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Relazioni asimmetriche

relazioni asimmetriche

All’interno della coppia, generalmente i bisogni di ciascuno dovrebbero trovare spazio; quando questo non succede, uno dei due potrebbe assumere il ruolo di ‘martire’, mettendo i bisogni dell’altro sempre al primo posto e dimenticandosi dei propri.

Questo da una parte soddisfa il bisogno di sentirsi “necessari”, dall’altra però placa la paura di essere abbandonati e di conseguenza di rimanere soli.

E’ chiaro che non tutte le forme di accudimento sono patologiche, ma solo quelle eccessive e malsane che non trovano il giusto equilibrio con le proprie esigenze.

La persona co-dipendente si può convincere di poter “salvare” il proprio partner: se la relazione termina, si torna alla ricerca di un’altra persona “bisognosa di aiuto”, spinta dall’esigenza di non rimanere sola piuttosto che dal bisogno di vivere un rapporto alla pari.

(fonte: Consultorio Antera)

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Dipendenza affettiva

dipendenza affettiva

Possiamo ritrovare frequentemente questa forma di dipendenza all’interno di una relazione di coppia.

Ciò che la caratterizza è la profonda necessità del partner e il timore opprimente di perderlo, che spesso porta ad oscillazioni dell’umore e senso di solitudine. Questi vissuti, in tempo di quarantena, sono stati probabilmente amplificati a causa della distanza imposta dal Coronavirus.

Le persone che soffrono di dipendenza affettiva possono mostrare un attaccamento di tipo “ansioso”, per cui si avverte una necessità incessante di essere amati e di costanti conferme; quando queste conferme non arrivano si vive un profondo malessere e paura dell’abbandono.

Generalmente queste persone possono essere pervase dall’angoscia o sentirsi incomplete quando non sono impegnate in una relazione e ciò può portare ad una scelta frettolosa della persona con cui stare, rimanendo in tal modo inevitabilmente delusi.

(fonte: Consultorio Antera)

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