Categoria: sostegno alla genitorialità

Tra fratelli

tra fratelli

Tra fratelli ci sono momenti di forte litigio, ma anche di grande complicità; è una sorta di microcosmo che li prepara alle relazioni future fatte di conflittualità e riconciliazioni.

Spesso i genitori non vogliono sentirli litigare e tendono a metterli a tacere, ma i piccoli hanno bisogno anche di confrontarsi , sperimentare il limite e conoscersi.

Trovare una soluzione anche da soli può essere molto formativo: fermarsi, prima di intervenire, per capire se è veramente necessario il vostro intervento, fa capire che possono essere in grado di risolvere il problema tra loro; nel caso si stiano facendo male, ovviamente, è doveroso agire, è utile a volte separarli anche per pochi minuti finchè non passa la rabbia; quando si saranno calmati potranno parlarsi anche senza la vostra presenza; in altri casi invece, cercate di non intromettervi subito e aspettate di vedere come si evolve il conflitto.


Fare paragoni
: è da evitare, genererebbe solo competizione e insicurezza.

Sensibilizzarli invece sugli spazi e sul rispetto delle cose dell’altro è un valore che se interiorizzato, si porteranno negli anni a venire.

E’ fondamentale infine, dare il buon esempio: se dimostrerete ansia o incertezza, questo potrebbe riaccendere il conflitto; al contrario, comunicare che siete certi siano in grado di risolverlo, con o senza di voi, darà quella stabilità necessaria a comprendere che un litigio o frattura non metteranno in discussione l’amore e l’intero rapporto.

 


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Pasti e Paturnie

pasti e paturnie

Fin da piccoli, nutrirsi, dovrebbe essere un atto spontaneo e fonte di piacere; lo svezzamento infatti, non è solo il periodo in cui il latte smette di essere l’unico alimento, ma anche un processo in cui si può educare il bambino al contatto con nuovi gusti; da uno a tre anni difatti, il bambino inizia ad esprimere le proprie preferenze.

La coscienza alimentare e i comportamenti a tavola si definiscono già durante l’infanzia ed è bene pertanto che i genitori trasmettano alcune regole di base già da quando sono piccoli, superando ansie e costrizioni. Vediamo spesso come alcuni genitori ingaggiano battaglie estenuanti al momento del pasto che non risulta gratificante per nessuno.

Non mangiare di fretta, educarlo ad assaggiare e non avere preoccupazioni sulla quantità di cibo assunta, aiuta a creare un clima positivo che il bambino associa al momento del pasto; ricordatevi che se si innesta un circolo vizioso, assocerà il pasto ad un momento di costrizione.
A tal proposito, l’inappetenza è sempre fonte di grande preoccupazione per gli adulti, ma spesso la mancanza di appetito non è legata necessariamente ad un malessere, forse gli si chiede di integrare più energie di quante ne consumi: fare attività fisica, avere una quotidianità ‘dinamica’ ed evitare di passare troppo tempo davanti alla Tv, potrebbe certamente essere d’aiuto.

E’ importante non CORROMPERE, MINACCIARE o RICOMPENSARE attraverso il cibo: non è una merce di scambio e vi si ritorcerebbe sicuramente contro, prima o poi, perché anche il vostro bambino potrebbe utilizzarlo come mezzo per raggiungere qualcosa che gli avete negato: ‘Voglio quello, altrimenti non mangio’; in questi casi non arrendetevi per il timore che non mangi più.

E’ sempre positivo incoraggiarlo ad assaggiare, ma anche non insistere troppo se afferma che non gli piace un determinato cibo, è utile piuttosto riproporglielo dopo qualche giorno; infine, se e quando c’è la possibilità, farlo partecipare alla preparazione delle pietanze, potrebbe essere per lui piacevole e risultare soddisfacente mangiare un prodotto che sente ‘suo’.

 


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La gestione della rabbia

La rabbia, soprattutto quella dei bambini, viene spesso associata a qualcosa da inibire e socialmente  ‘scomoda’, il che a volte è vero, ma altrettanto spesso ci si dimentica della sua valenza adattiva, vediamo perché.
In determinate situazioni, la rabbia funge da campanello da allarme segnalandoci ad esempio la violazione dei propri diritti, un’ingiustizia nei nostri confronti o che qualcuno potrebbe arrecarci un danno.

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